Tel. 0761 646591      info@assofrutti.com

ASSOFRUTTI E NOCCIOLE: PROIETTATI AL FUTURO

5 Gennaio 2021

Nocciole della Tuscia:

una su venti al mondo parte da qui

 

 

Fig. 1 – Tipico Corileto Adulto nel viterbese

Cenni Storici sulla coltura del nocciolo

I cenni storici del nocciolo risalgono al secondo secolo a.C.. Presente come pianta arbustiva da sottobosco nella selva Cimina, si hanno notizie della sua coltivazione già dal 1400. Catone, Plinio e Virgilio ne menzionavano le proprietà benefiche, assegnandone l’introduzione in Italia ai Greci, in terre Toscane, nelle Romagne e nel Napoletano. I romani erano soliti denominarle Corus (elmo), e si menziona che il consumo di «Nocchie» rallegrasse la mensa del Papa Leone X («Storia del Carnevale Romano» Clementi). Anticamente il nocciolo veniva considerato simbolo di saggezza e sapienza, e veniva usato per  simboli e stregonerie. Il Caduceo di Mercurio è formato da un bastone di nocciolo che termina con due ali intrecciate da serpi. Il legno era considerato simbolo di pace e veniva utilizzato dai romani come torcia da accendere nel giorno delle nozze come segno di buon auspicio. Si racconta che le bacchette di fate e streghe fossero ricavate da un ramo di nocciolo. I Rabdomanti alla ricerca dell’acqua nel sottosuolo utilizzavano un bastone di nocciolo.


Proprietà della nocciola

Il consumo fresco di nocciole è raccomandato per i suoi benefici effetti sull’organismo umano. La nocciola è ricca di acidi grassi insaturi, vitamina E, sali minerali e fibre, contribuisce alla prevenzione di malattie cardiovascolari e degenerative.

Il Lazio, con una media di oltre 45 mila tonnellate annue di nocciole in guscio, è la prima regione produttrice italiana. Le varietà principali coltivate nel Viterbese sono la Tonda Gentile Romana, il Nocchione e la Tonda di Giffoni, caratterizzate da frutto tondo, elevate caratteristiche tecnologiche con sapore finissimo e persistente.


La Nocciola del viterbese, dimensioni del settore corilicolo e ruolo della Organizzazione Produttori Assofrutti.

Nella Tuscia la nocciola rappresenta una significativa fonte di reddito per le comunità locali, coinvolgendo oltre ottomila famiglie che supportano l’indotto produttivo viterbese.

Assofrutti, organizzazione di produttori di frutta in guscio più grande e longeva d’Italia, da oltre trenta anni ha favorito l’aggregazione dei corilicoltori locali, raggruppando cooperative di settore per oltre mille aziende individuali e 8.500 ettari di noccioleti.

“Aggreghiamo oltre il 20% del prodotto nazionale, conferendo alle grandi aziende dolciarie nel rispetto di elevati standard qualitativi e di sicurezza alimentare”, spiega il Presidente Pompeo Mascagna.

Il 2020 si è contraddistinto come annata generosa e Assofrutti ha aggregato oltre 22500 tonnellate di nocciole in guscio, tra convenzionali e biologiche.


Difesa integrata e gestione sostenibile del Corileto

La coltivazione del nocciolo richiede un controllo delle avversità parassitarie relativamente contenuto e si colloca tra le colture  arboree a basso impatto ambientale, contribuendo significativamente ai processi di “carbon stock”.

Recentemente Assofrutti ha investito in progetti finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale del corileto, incentivando le buone pratiche agricole e potenziando i servizi di e a supporto dei propri soci. Un team di agronomi e tecnici affianca gli agricoltori nella conduzione del corileto attraverso attività di monitoraggio e supporto nella gestione dell’itinerario tecnico. Le attività di supporto interessano operazioni colturali come: la gestione del suolo, la fertilizzazione, la difesa fitosanitaria, la potatura annuale e la gestione dell’irrigazione.

Fig. 2 – La fioritura invernale del nocciolo contribuisce all’alimentazione degli insetti impollinatori nei periodi più freddi dell’anno

 

Il “cimiciato” rappresenta la principale avversità fitopatologica del nocciolo, determinando con le sue punture l’alterazione del seme che assume un sapore sgradevole. Durate la stagione vegeto-produttiva si applica, presso aziende pilota rappresentative dei vari distretti corilicoli della Tuscia, la tecnica del “frappage”, che consente di monitorare la presenza in campo di cimici e balanino per determinare le soglie di intervento nel rispetto dei disciplinari di produzione in vigore.

Il campionamento, condotte alle prime ore del giorno, consiste nello scuotere un numero rappresentativo di branche nel noccioleto al fine di raccogliere tramite dei teli bianchi distesi a terra gli individui di fitofagi in “tanatosi”. Il monitoraggio cosi effettuato consente di emettere bollettini fitosanitari per singola area, consigliando modalità e epoche di intervento, quando necessarie. 

“Negli ultimi anni abbiamo favorito l’accesso a finanziamenti per la dotazione aziendale di atomizzatori a carica elettrostatica e a basso volume, per ridurre significativamente il consumo di acqua di irrorazione e la conseguente deriva dei principi attivi. Abbiamo supportato l’impiego di trinciaerba con dispositivo laterale al fine di disincentivare l’impiego di erbicidi per il controllo del cotico erboso lungo la fila” spiega Mascagna.

Fig. 3 – Giovane impianto di nocciolo

Lotta alla Cimice Asiatica

Recentemente le coltivazioni locali sono minacciate dalla presenza di una nuova cimice, Halyomorpha halys, particolarmente dannosa e poco conosciuta. Il Team di agronomi di Assofrutti ha installato sul territorio trappole di cattura massale, per monitorare la presenza del fitofago. L’installazione delle trappole ha consentito finora di monitorare efficacemente l’evoluzione delle popolazioni dell’insetto. La prosecuzione delle attività di monitoraggio contribuiranno a valutare l’effettivo rischio di insediamento del fitofago su nocciolo e sulle alte colture del territorio.

Fig. 4 – Trappola a feromoni di adulti di Halyomorpha halys, assemblata dall’assistenza tecnica di Assofrutti

Intensificazione sostenibile del corileto

L’Assofrutti ha cofinanziato alla pari con il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia, nell’ambito del progetto “Dipartimento di Eccellenza: SAFE-Med  – Sostenibilità dei sistemi Agrari e ForEstali in ambiente Mediterraneo in un contesto di cambiamento globale”, una borsa di studio per dottorato di ricerca in Scienze delle Produzioni Vegetali e Animali (SPVA – XXXVI ciclo)” da svolgersi presso il suddetto Dipartimento, sede amministrativa del corso di Dottorato.

La borsa di studio, di durata triennale, tratterà tematiche di ricerca finalizzate alla “intensificazione sostenibile del corileto”. Nello specifico verranno sviluppate le seguenti attività di ricerca:

  • definizione di modelli sostenibili di irrigazione e nutrizione del nocciolo. Le attività di ricerca verranno condotte presso l’azienda Didattico-Sperimentale dell’Università della Tuscia tramite l’utilizzo di un impianto di fertirrigazione automatizzato ed opportunamente progettato con approccio IoT (Internet of Things). L’impianto consentirà di interpretare la risposta fisiologica e produttiva di piante di nocciolo sottoposte a differenti dosi irrigue, di fertirrigazione azotata a confronto con piante controllo condotte in regime in assenza di irrigazione.
  • Modelli di conduzione del noccioleto a confronto per determinare itinerari tecnici che possano favorire il “carbon stock” nell’agroecosistema corileto.
  • Studio di nuovi genotipi di nocciolo ottenuti da libera impollinazione per la costituzione di varietà resilienti e adatte ai cambiamenti climatici in atto.

Fig. 5 – Centralina di controllo del sistema di fertirrigazione e stazione agrometeorologica in modalità IoT al servizio dell’impianto sperimentale di nocciolo presso l’azienda Didattico-Sperimentale dell’università della Tuscia.

 

Un’organizzazione di produttori di frutta a guscio storica, sempre attenta alle innovazioni, come testimoniano le numerose collaborazioni con CREA, Università degli studi della Tuscia, ISPRA. Sempre in prima linea nel mettere in campo risorse, aree sperimentali e dimostrative, personale tecnico. Molteplici sono le prove di campo per promuovere nuove soluzioni nella conduzione del corileto; dal progetto “a zero residui” nel controllo biologico della cimice, alla recentissima prova con prodotti a base di ozono per contrastare le crittogame. E inoltre, nutrizione fogliare e impiego di alghe e aminoacidi per migliorare la resilienza del corileto. Nuove sperimentazioni che proiettano verso un approccio sempre più sostenibile del corileto, nel rispetto dell’ambiente ed a salvaguardia di un indotto virtuoso per l’economia delle comunità locali.


Giacomo Santinelli

Seguici sui social

Altre categorie

Potrebbero interessarti anche questi articoli