Avviata la ricerca sulle cause della cascola del nocciolo

23 Settembre 2025

La filiera del nocciolo nel viterbese vive una crisi senza precedenti: nel 2025 la produzione è crollata di oltre l’80%, con danni stimati in circa 200 milioni di euro e numerose aziende ormai al collasso. Alla cascola eccezionale registrata in questa stagione si sommano i noti problemi legati ad attacchi di batteri, funghi, insetti e alle sempre più frequenti avversità climatiche, che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio uno dei prodotti di eccellenza della provincia di Viterbo.

Per affrontare questa emergenza, Assofrutti ha avviato, in concomitanza con la raccolta 2025, una collaborazione gratuita con il gruppo di ricerca coordinato dal prof. Balestra, fitopatologo del Dipartimento DAFNE dell’Università della Tuscia. L’obiettivo è chiarire se, dietro l’anomala cascola dei frutti, possano esserci popolazioni microbiche – batteriche o fungine – in grado di causare malattie alle piante di nocciolo.

Al momento, dai risultati emersi, in diverse aziende corilicole della provincia di Viterbo, su una percentuale non marginale dei frutti analizzati caduti a terra, è stata registrata la presenza di microrganismi agenti di note malattia per le piante di nocciolo, sia di natura batterica (Necrosi e Moria), sia fungina (Gleosporiosi, Necrosi grigia e Oidio).

Si tratta di un aspetto finora mai indagato, che sarà ulteriormente approfondito nella prossima stagione con l’analisi delle piante da cui i frutti malati sono caduti, per verificare eventuali correlazioni. L’intenzione è di estendere la ricerca a un numero sempre maggiore di aziende, così da fornire ai corilicoltori del viterbese indicazioni concrete per strategie di difesa più efficaci e sostenibili, indispensabili per ridare prospettiva a un comparto oggi in forte difficoltà.

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